Famiglie di fatto e minori - Avv. Stefania Cita

La famiglia di fatto è una situazione sempre più frequente in Italia, si calcola che attualmente ci siano oltre un milione di famiglie di fatto, con un boom negli anni successivi al 2007. L'ordinamento fa fatica ad adeguarsi con la creazione di diritti e di riconoscimenti anche per questa tipologia di famiglie. Nonostante il riconoscimento sociale e il riconoscimento di alcuni diritti in sede giurisprudenziale, è opportuno rivolgersi ad un avvocato per siglare dei contratti volti a dirimere questioni economiche, e non solo, per regolare la convivenza, eventuale separazione e diritti patrimoniali in caso di morte di uno dei conviventi, ciò soprattutto nel caso in cui in famiglia siano presenti dei minori da tutelare.
E' bene premettere che attualmente la normativa dispone il medesimo trattamento giuridico tra figli nati in costanza di matrimonio, e quindi legittimi, e figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti, ovvero i figli naturali (legge 219 del 2012), inoltre si applica anche in caso di convivenza il principio della bigenitorialità introdotto nel nostro ordinamento nel 2006 e quindi l'affido condiviso come norma e l'affido esclusivo come fatto eccezionale.
Fatti questi chiarimenti, è bene sottolineare come anche nelle famiglie di fatto al momento della separazione vi è un alto tasso di litigiosità anche perché il convivente economicamente debole rischia di non avere alcuna tutela economica, nonostante l'iniziale progetto comune, inoltre se vi sono dei figli la scelta del genitore collocatario può avere delle conseguenze anche economiche.
Nascono quindi i contratti di convivenza che possono essere qualificati come patti tra privati tesi a regolamentare gli aspetti patrimoniali della famiglia di fatto.
I contratti di convivenza possono disciplinare sia le regole della convivenza, sia regole per un'eventuale separazione. In essi è possibile regolare tutti gli aspetti economici della convivenza e anche doveri di assistenza materiale in caso di malattia. Ogni coppia può liberamente scegliere il contenuto da dare, purché non ci siano clausole contrattuali illegali. Nella maggior parte dei casi si procede ad inserire:
- criteri di attribuzione della proprietà dei beni acquistati durante la convivenza;
- destinazione d'uso degli immobili di proprietà o locati;
- suddivisione del patrimonio;
- possono confluire nell'accordo di convivenza anche i diritti ereditari, in modo da ridurre l'incidenza di pretese di eventuali altri parenti;
- nel caso in cui siano presenti dei minori è possibile inserire all'interno del contratto di convivenza anche regole per il mantenimento della prole, per la suddivisione delle spese di istruzione, per la collocazione presso uno dei due conviventi.
Perché è importante stabilire dei contratti di convivenza? I contratti in oggetto pur essendo scritture private, sono redatti alla presenza e con l'aiuto di un avvocato in grado di aiutare la coppia nel momento in cui vi è accordo. Essi hanno pieno valore legale e possono essere fatti valere in giudizio nel momento in cui vi sono delle controversie nella coppia. Questo assicura una riduzione della litigiosità, tutela per la parte economicamente più debole e che magari ha contribuito alla costruzione del patrimonio, senza però poterlo dimostrare con buste paga o dichiarazioni dei redditi.
Questa tutela occorre soprattutto nel caso in cui vi siano dei figli minori che in questo modo possono godere della continuità e di una maggiore serenità che potrebbe essere compromessa nel caso in cui si debba far intervenire il tribunale o addirittura sia sollevato l'intervento degli assistenti sociali. Dirimere in anticipo le potenziali controversie rappresenta un modo per tutelare economicamente i figli minori all'interno di una famiglia di fatto e assicurare il corretto sviluppo psicologico compromesso da eventuali liti.

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