AFFIDO CONDIVISO DEI MINORI: COLLOCAMENTO PREVALENTE O PARITARIO?



Tra i vari ambiti del diritto di famiglia di cui lo Studio Legale Avv. Cita Stefania si occupa, vi è il cosiddetto affido condiviso dei figli, che consegue alla rottura del rapporto affettivo e di convivenza tra i genitori.
L’art. 333 ter del codice civile sancisce il diritto, da parte del minore, oltreché di mantenere un rapporto costante con ambedue i genitori, di ricevere assistenza morale, cura, educazione e istruzione. Non solo: il figlio avrà, altresì, diritto a conservare rapporti con i nonni e, più in generale, con i parenti.
Solitamente l’affidamento condiviso è considerato la regola, dato che, così facendo, viene assicurato l’esercizio della responsabilità genitoriale sia da parte del padre che della madre (entrambi parteciperanno all’educazione dei minori, prenderanno insieme decisioni legate alla scuola, alle scelte mediche, all'istruzione e così via).
Mentre in caso di disaccordo sulle faccende più rilevanti, i genitori dovranno necessariamente ricorrere all’intervento del giudice, che quindi deciderà al loro posto.
Se anche tu ti trovi in situazioni del genere, l’Avvocato divorzista e familiarista Stefania Cita saprà consigliarti al meglio e ti aiuterà ad affrontare la delicata fase dell’affidamento condiviso (sia esso paritario o prevalente).

Affido condiviso dei minori con collocamento paritario: di cosa si tratta

Come abbiamo già anticipato, si parte dal presupposto che il minore debba mantenere i rapporti con ambedue i genitori. Lo studio legale dell’Avvocato divorzista e familiarista Cita ti guiderà nella scelta della soluzione più idonea alla problematica, rammentandoti che, quando si parla di affido, il giudice agisce sempre nel primario interesse del figlio.
L’affido condiviso dei minori con collocamento paritario è quella tipologia di affidamento che prevede che i figli passino il medesimo lasso di tempo con il padre e con la madre. Trattasi quindi di un’organizzazione che prevede tempi paritari per entrambi i genitori, così che gli stessi abbiano la possibilità di occuparsi del minore e di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con lo stesso.
In tal modo sarà anche più semplice addivenire a decisioni comuni che riguardano il figlio.
Occorre, inoltre, precisare che tramite il collocamento paritario uno dei due genitori avrà la possibilità di avvalersi del mantenimento diretto: anziché versare l’assegno periodico all’altro genitore, potrà provvedere al sostegno direttamente del minore.
Al contrario, il padre e la madre (o il tribunale), potranno ugualmente optare per il cosiddetto mantenimento indiretto.

Affido condiviso dei minori con collocamento prevalente: di cosa si tratta

L’Avvocato matrimonialista esperto in diritto di famiglia Cita saprà agevolarti in ogni problematica concernente l’affido condiviso dei minori con collocamento prevalente, spesso inteso erroneamente. Esso, infatti, prevede semplicemente che il minore abbia la stabile residenza presso il padre o la madre (genitore collocatario).
L’altro genitore (non collocatario), avrà diritto a far visita al figlio, a tenerlo presso la propria abitazione alcuni giorni, nell’arco della settimana (che di solito sono due o tre) oltre a fine settimana alternati. Il tutto previo accordo.
Per quanto invece concerne il mantenimento, appare opportuno precisare che il genitore non collocatario dovrà corrispondere al genitore collocatario l’assegno di mantenimento per il minore.
Scelta, quella dell’affido prevalente, spesso privilegiata sulla base del fatto che, per ragioni di stabilità emotiva, è opportuno che il figlio cresca in un’unica casa. Per non parlare dei bambini molto piccoli che, specie durante i primi mesi o anni di vita, hanno maggiormente bisogno della mamma.